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6.8.07

Basta pagare, che ce vo'/2

Avevo promesso che in vacanza non avrei aggiornato il blog ma il post sul Mondo e la Euro Company ha creato una piccola discussione. Alcuni pensano che di fondo ci sia un malinteso. Volevo quindi precisare qualche aspetto che probabilmente non ho spiegato bene.

1- Lo speciale "Uomini e Aziende" dentro il quale sarebbe finito un articolo su Galileo è all'interno del giornale, anche se con una grafica diversa. L'agente che si è presentato da me non ha parlato di una segnalazione che avvertisse di uno spazio pubblicitario (o di un pubbliredazionale). Per scrupolo, poi, ho comprato il Mondo e nella pagina del colophon la Euro Company è presentata come concessionaria della sezione "Uomini e Aziende", e non come concessionaria pubblicitaria che nel caso del Mondo è Rcs Pubblicità. Inoltre nel numero in edicola questa settimana c'è una pagina, la 52, a cura di Rcs Pubblicità dal titolo (corretto) "dal mondo delle Aziende".

2- Nella
pagina del sito della Euro Company dedicata al Mondo non appare da alcuna parte una scritta del tipo "le aziende informano", anche se poi leggendo bene nel sito si capisce quale sia la vera attività della Euro Company. Faccio notare, però, che non è detto che i lettori debbano sempre informarsi su chi curi le sezioni dei giornali (non vale se lo capisce solo un operatore della comunicazione).

3- Comunque sia penso che la Euro Company abbia provato a raggirarmi dicendomi che il 65% degli articoli dei giornali italiani è a pagamento. Non è vero, magari molti, compresi i miei, non sono da Pulitzer ma non sono su commissione, se non dei giornali che me li richiedono.

4- Ovviamente non ho le prove che Il Mondo sappia come lavori Euro Company (che comunque si presenta a nome del settimanale di Rcs, avendo il titolo per farlo).

25.7.07

Basta pagare, che ce vo'

Come promesso, vado contro una delle regole principali del giornalismo (cane non mangia cane) e racconto una vicenda accadutami in questi giorni. La scorsa settimana vengo contattato da Euro Company, concessionaria dei servizi speciali (una delle?) del settimanale Il Mondo, edito da Rcs. La signora (di cui non ricordo il nome) dall'altra parte del telefono mi parla della possibilità di un servizio nello speciale Uomini e Business di gennaio, incentrato sulle piccole e medie imprese nel campo della comunicazione. Rispondo che vorrei capire in che modo Galileo potrebbe contribuire: un'intervista al sottoscritto con tanto di foto con sigaro, articolo scritto da noi o cos'altro. La signora di Euro Company mi risponde che il lavoro sarebbe fatto tutto da giornalisti porfessionisti che verrebbero qui da noi a intervistarci, per poi mettere giù il testo in forma di articolo o di intervista botta e risposta.

La cosa potrebbe interessarci, quindi. Fino a quando la signora mi chiede quale dimensione preferisco per l'articolo: la disponibilità va da un sesto di pagina fino a due pagine. Inizio a sentire puzza di bruciato ma faccio finta di nulla e vado avnti nella conversazione. Nella quale mi si dice che se sono interessato verrà un loro agente a fare un preventivo e a illustrare i prezzi. I prezzi? Come avevo capito mi stanno chiedendo del denaro per far uscire un articolo su Galileo. Mi fingo dunque interessato ("Ma l'articolo appare come una pubblicità?", risposta: "Assolutamente no") e prendo un appuntamento. La signora precisa che per ricevere l'agente devo avere potere di firma nella società: loro l'accordo lo chiudono subito dopo il colloquio.

Arriva il giorno dell'accordo. Che era oggi. Si presenta dunque a Galileo (con 20 minuti di anticipo) un signore sui 55 anni con un orribile completo grigio chiaro. Dopo essermi asciugato dal viscidume della sua stretta di mano (non era il caldo...), inizia a illustrare i numeri de Il Mondo (circa 130mila la tiratura e qualche migliaio di abbonamenti). Mi fa anche vedere come sono venuti speciali precendenti messi a punto con lo stesso metodo e mi fa notare che ormai i posti a disposizione sono rimasti pochi. Chiedo nuovamente: "Ma non è che poi mi ritrovo un'inserzione pubblicitaria anziché un articolo?". Risposta: "L'articolo, la cui stesura definitiva deve essere approvata da lei, è ben mascherato e poi, lo sa, il 65% degli articoli su tutti i giornali è su commissione". Lo so? Ma che so? Avrò la fortuna di collaborare per gruppi editoriali seri che mai mi hanno fatto delle pressioni, ma non credo proprio che il 65% degli articoli dei miei colleghi sia su commissione, peraltro a pagamento.

E arriviamo ai prezzi. La tabella non è molto cara anche se non chiedono proprio bruscolini: oltre 6.000 euro (con lo sconto) per una pagina con foto (gli altri formati sono proporzionali a questo prezzo). L'agente mi guarda e mi chiede: "Allora?". Faccio finta di pensarci e dico che non siamo interessati, che un investimento simile è fuori dai nostri budget. Lui mi guarda sconsolato e rimette a posto le sue carte. Prima di salutarmi ci riprova e dice: "Guardi che non è della semplice pubblicità, la gente leggerà l'articolo e dirà: Hai visto c'è Galileo su Il Mondo!". A Roma risponderebbero: "Me cojoni...".

P.s.: Se il sindacato che difende tanto i nostri diritti si occupasse anche di queste vicende che ledono la nostra dignità non sarebbe mica male.