12.6.08

Foglio di via calcistico

Pensavo fosse uno scherzo. E invece no: questo è davvero l'editoriale di prima pagina di Tuttosport di oggi (la firma è di Stefano Salandin). Incommentabile.

Stavolta i decreti d’espulsione non c’entrano e non risolverebbero comunque il problema: bisognerà giocarla, e vincerla per forza, questa partita con la Romania. Undici contro undici, zavorrati dall’incubo di essersi riscoperti piccoli e fragili. In mezzo al campo (quello da pallone) non ci sono clandestini: tutti godono dell’identico diritto di cittadinanza e chi ha più fame e coraggio non si deve affatto nascondere. Piuttosto, si devono preoccupare quelli che vedono la “porta piccola” e il campo troppo lungo, quelli che hanno la faccia terrea come l’aveva Barzagli prima della sfida contro l’Olanda: quelli, in una parola, che hanno paura. E il problema è che ad aver paura è l’Italia: dei rumeni, ora anche di quelli che giocano al pallone.

Una parte del gruppo azzurro è schiacciata dal peso del proprio passato e degli anni, quasi stupita che ci si debba di nuovo mettere alla prova e, soprattutto, spaventata dal fatto che gli altri vadano più veloci, che i “totem” non bastino più: uno, Cannavaro, in panca con le stampelle; l’altro, Gattuso, che ringhia più con l’arbitro che con gli avversari. E tanti piccoli segnali di un destino che si è messo a remare dalla parte contraria. Donadoni deve sconfiggere la paura, prima dei rumeni. Per esorcizzarla dovrà dare spazio al coraggio della consapevolezza (quella che ha guidato Del Piero appena è entrato in campo lunedì), all’imprevedibilità dell’incoscienza (quella fantasiosa di Cassano), all’ansia positiva della prima volta (quella che spinge Borriello in ogni allenamento). E dovrà dire basta ai misteri puerili sulla formazione: la chiarezza dà sicurezza, i misteri alimentano la paura. E preparano la strada al foglio di via calcistico: quello della sconfitta.

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