27.10.07

I furbetti dell'Internettino

L'altro giorno ho intervistato il Ceo di una delle più grandi software house al mondo (il pezzo uscirà sul prossimo numero de L'espresso). E alla mia domanda: "C'è il rischio dello scoppio di un'altra bolla speculativa in Rete?". La risposta è stata: "Sì".

Non faceva riferimento all'operazione Facebook-Microsoft, ma a tutti quegli accordi fatti in nome del web 2.0 come unica strada per la salvezza dell'umanità. Non è una posizione isolata quella del Ceo. Molti fra analisti, imprenditori, commentatori e giornalisti la pensano così.

Cosa sta accadendo? Il mio punto di vista è che la storia si stia ripetendo (o rischia di ripetersi). Con qualche differenza. La prima bolla scoppiò per un valore eccessivo dato ad alcuni progetti che poco avevano a che fare con la logica della Rete. Anche questa volta i valori sono altini ma i prodotti più in linea con quello che è Internet.

E allora? Dalla fine degli anni '90 a oggi le aziende che hanno avuto maggiore successo in Rete hanno adottato logiche da web 2.0. Ma non solo. Anzi. Amazon ed eBay, per citarne un paio, hanno usato i contenuti generati dagli utenti come un mezzo e non come un fine. Le recensioni degli utenti di Amazon, per esempio, sono un mezzo per vendere più libri e non per avere più pubblicità.

Il punto è proprio questo. I contenuti degli utenti non hanno valore - nel senso tradizionale del termine -, un valore cioè trasformabile direttamente in denaro. Perché non è pensabile che un frequentatore di social networking sia a caccia di pubblicità (come raccontato dall'Economist).

Quindi tutte quelle realtà in cui gli Ugc sono il fine non possono (ancora?) essere quantificate in denaro. A meno che non ci siano servizi a pagamento. Un esempio classico è Flickr che con una buona quantità e qualità di servizi premium sta navigando in buone acque. Ma non ce ne sono molti altri.

Scoppierà la bolla? Spero di no, sarebbe un bel colpo per la (credibilità della) Rete. Però se si continua su questa strada il rischio è elevato. Perché la Rete ha rivoluzionato la vita di molti di noi, ma non ha cambiato (ancora) una delle regole base di ogni business sano: si è disposti a pagare solo se c'è un valore per chi acquista.

Nel frattempo credo che la ricerca per un business model 2.0 affidabile - se esiste - sia ancora lunga. Chi annuncia ora di averlo trovato probabilmente fa il furbetto. Di nuova generazione, certo, ma sempre furbetto.

Baffino Über Alles

Gira che ti rigira alla fine sono (quasi) sempre d'accordo con Baffino. Il modello tedesco è l'unico buono per l'Italia: la politica da Curva Sud non ha portato alcun risultato negli ultimi 13 anni, con una radicalizzazione nell'elettorato, ora incavolato (vedi Grillo e simili) perché gli avevano detto che con il Maggioritario avrebbe deciso di più e invece nulla. E poi D'Alema sa anche che il tedesco è l'unico per vedere il Pd al comando nella prossima legislatura. Probabilmente con l'Udc o qualcosa del genere.

26.10.07

Buon we

Finisce per fortuna una settimana molto intensa. Ho scritto tanto e sto lavorando a un bel progetto (non giornalistico) che spero avrà successo. La seconda notizia della settimana (almeno per le cose che seguo da vicino) mi pare quella di Microsoft che entra in Facebook: ancora non ho capito il senso, ma non riesco a sentire puzza di bruciato da bolla 2.0 perché Gates non ne ha preso il controllo. La prima è che Simone non dorme sempre, ma quando lo fa si addormenta sulle note di Bella Ciao, Internazionale e Bandiera Rossa (ovviamente inframmezate da qualche coretto della Roma). Insomma: cresce bene.

Geni

Oggi, per un pezzo che sto scrivendo, ho sentito Stefano Quintarelli. Senza entrare del merito, a un certo punto della conversazione per spiegarmi meglio una cosa ha detto: "E' come se volessi l'ovetto Kinder da solo, senza sorpresa. No, non si può".

22.10.07

Tim, iPhone addio

Prepost: Una fonte piuttosto affidabile mi ha confidato che Tim ha abbandonato (almeno per il momento e alle condizioni di Apple) l'idea dell'iPhone.



Luca dice che Apple, ottenendo "una quota del valore del traffico telefonico generato dai futuri possessori di iPhone", potrebbe cambiare "lo scenario delle relazioni tra i produttori di terminali e gli operatori". Sarà così? Non ne sono così convinto. Primo perché al momento, solo Apple (per la novità dell'iPhone, ma non sarà per sempre) e Nokia (strapotere di mercato e perché ha iniziato a vendere contenuti, quindi in concorrenza con gli operatori) si possono permettere di dettare qualche regola ai gestori telefonici. Secondo perché il modello di business di Jobs (sim lock e così via) non è replicabile in tutti i paesi (vedi la Francia e il ritardo italiano) per vincoli normativi. E, terzo, perché obbligare i consumatori a pagare 60 euro/dollari al mese per un cellulare (senza ottenerlo in regalo o sussidiato) potrebbe limitare le vendite dell'apparecchio in mercati (di nuovo l'Italia) dove sono le ricariche a farla da padrone. Credo che siano questi i motivi che abbiano fatto fare un passo indietro all'ex monopolista.

20.10.07

Tavolette

Questo oggetto è decisamente meno stiloso dell'iPhone o dell'iPod Touch e ha una interfaccia meno affascinante. Ma l'apertura del sistema, un modulo Gps, una tastiera in pulsanti e ossa e lo schermo più grande lo potrebbe far preferire per molte applicazioni: per esempio Voip, navigazione (non solo in Rete), scrittura di testi.

19.10.07

Made in Usa top secret

Non sono mica pochi 5.000 brevetti che non possono essere pubblici.

Of the new orders, 53 were served on private inventors, compared to 29 in 2006 and 32 in 2005. The secrecy orders require inventors not to reveal details of their invention in any way – or risk 2 years in jail.

E buon campionato a tutti



(grazie a M.)

16.10.07

Non sapere



Prendo spunto da un post di Andrea. Ma cosa passa per la testa delle persone che decidono di avviare un browser, dirottare su Repubblica.it, andare alla pagina dei sondaggi e votare "Non so" al quesito "Siete favorevoli alla privatizzazione delle Poste?".

11.10.07

Trasparità

Durante la tristissima puntata di ieri sera di Matrix che ha celebrato Di Pietro come (anti)politico del momento, uno spettatore disattento potrebbe aver capito che Grillo e l'ex Pm sono interpreti del "popolo della rete e dei blog". Anche se Di Pietro a un certo punto ha detto: "Io non mi voglio mettere il cappello, loro hanno le loro idee in quella rete lì".

P.s.: la cosa che però più di tutti mi ha atterrito è l'essere stato d'accordo con il 99% delle cose che ha detto Facci.

10.10.07

Consigli per gli acquisti

Oggi ho giochicchiato con il nuovo iPod. Davvero bellino e ben fatto. Due pecche: il giroscopio non funziona quando il dispositivo è parallelo a terra e la tastiera non è così semplice così come appare nei video di presentazione.

7.10.07

Simone 2.0

Pensa che se non ci fossero i blog e YouTube dovrei inviare questo video di 36 Mb girato con il cellulare a tutta la mia mailing list. E invece eccolo qua.

6.10.07

Linee di confine

Faccio pubblica ammenda e dico che se Grillo la butta in questo modo è da mandare affanculo. Subito.

5.10.07

Epiteti

L'immagine “http://www.italica.rai.it/cinema/film/saccobello/4.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Tendezialmente sono d'accordo con Padoa Schioppa quando dice che tanti bamboccioni rimangono a casa con i genitori fino ad età avanzata. Penso anche però che 500 euro di affitto per una stanza a Roma siano un buon motivo per non andarsene. Conclusione? Chi vuole andarsene se n'è già andato, chi non se ne vuole andare non prenderà alcun aiuto.

4.10.07

Candidature

Gianluca è un mio amico. Una delle persone a cui voglio più bene. Scatta bellissime foto per essere un amatore. Certo, ogni mattina si alza pigramente ma poi recupera lavorando sodo e contribuendo in modo significativo all'economia (non solo monetaria) domestica. Ha molti interessi e un secondo lavoro, diciamo nello sport. Divoratore di telefilm è un esperto informatico, sospetto pornomane, e con una passione sfrenata per le questioni cosmiche e spaziali. E' l'unica persona che conosco della mia generazione ad avere rapporti di penna e ama gli animali. Insomma, Gianluca mi sembra un tipo aperto e curioso. Spero che Veltroni se ne accorga.

p.s.: ah, dimenticavo: Gianluca era anche contro la guerra in Iraq.

3.10.07

Mastellatiodio chiude

Io non so come saranno le alleanze nella prossima tornata elettorale. E non so neanche se andrò a votare (a prescindere dalle alleanze). Certo però che una condizione necessaria (non sufficiente) sarebbe il mandare a quel paese Mastella. Motivo? Anche (non solo) questo qui.

2.10.07