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17.9.08

Da leggere

Questo editoriale di Stefano su Affaritaliani.it. Segnalo due passaggi che spesso si dimenticano.

Il primo: La crescita degli abbonamenti Internet sta rallentando sensibilmente e non è in grado di compensare la perdita della telefonia tradizionale.

Il secondo: Le telecomunicazioni sono un abilitatore di crescita economica e l'ammodernamento della rete fissa con il passaggio alla fibra ottica, oltre ad essere una necessità sistemica del paese, è anche una necessità operativa per gli operatori telefonici per almeno tre ragioni. La prima è che devono poter disporre di una motivazione differenziante per convincere gli utenti a tenere la rete fissa, quale la larghissima banda altrimenti non ottenibile con il cellulare. La seconda è per compensare, in particolare nelle zone più densamente utilizzate, le limitazioni della rete in rame che in molte aree è ormai già arrivata al limite. La terza è per l'efficienza operativa in quanto il "vecchio" rame presenta dei costi di gestione decine di volte superiori rispetto a quelli della nuova fibra ottica.

26.10.07

Geni

Oggi, per un pezzo che sto scrivendo, ho sentito Stefano Quintarelli. Senza entrare del merito, a un certo punto della conversazione per spiegarmi meglio una cosa ha detto: "E' come se volessi l'ovetto Kinder da solo, senza sorpresa. No, non si può".

18.8.07

Skype In, Out e Down

Ha ragione Stefano quando dice che uno dei difetti di Skype (oltre al down di questi giorni) è la mancanza di interoperabilità. Però non credo che sia un problema di monopolio. Finora Skype è stata una delle applicazioni Voip più usate. Ma, almeno per ora, non ha una posizione dominante, alla Microsoft per intendersi. I 220 milioni di persone che non potevano parlare credo siano state molte di meno (è il numero degli iscritti non quelli degli utenti abituali). Se Skype vuole crescere dovrà aprirsi, altrimenti sarà poco più di una delle tante applicazioni di chat-im-voip-etc. Le esperienze non proprio entusiasmanti di iTunes e Second Life dimostrano che i mondi chiusi, alla lunga, non pagano.