
Luca dice che Apple, ottenendo "una quota del valore del traffico telefonico generato dai futuri possessori di iPhone", potrebbe cambiare "lo scenario delle relazioni tra i produttori di terminali e gli operatori". Sarà così? Non ne sono così convinto. Primo perché al momento, solo Apple (per la novità dell'iPhone, ma non sarà per sempre) e Nokia (strapotere di mercato e perché ha iniziato a vendere contenuti, quindi in concorrenza con gli operatori) si possono permettere di dettare qualche regola ai gestori telefonici. Secondo perché il modello di business di Jobs (sim lock e così via) non è replicabile in tutti i paesi (vedi la Francia e il ritardo italiano) per vincoli normativi. E, terzo, perché obbligare i consumatori a pagare 60 euro/dollari al mese per un cellulare (senza ottenerlo in regalo o sussidiato) potrebbe limitare le vendite dell'apparecchio in mercati (di nuovo l'Italia) dove sono le ricariche a farla da padrone. Credo che siano questi i motivi che abbiano fatto fare un passo indietro all'ex monopolista.

