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25.7.08
Mamma l'iPhone
Oggi parlando con un addetto ai lavori, mi sono convinto di una cosa. E cioè che le abominevoli tariffe iPhone di Tim e Vodafone vogliono ANCHE tutelare gli altri produttori di cellulari (che probabilmente si sono fatti sentire prima del lancio del melafonino).
14.7.08
iFon
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In questi giorni ho avuto poco tempo per commentare l'uscita dell'iPhone. In molti hanno detto tutto quello che c'era da dire. A me le cose che hanno colpito in negativo sono tre.
1- L'annuncio (vedi tabella) di un accesso Wi-Fi illimitato e gratuito. A questo punto Tim poteva anche annunciare la possibilità di toccare il terminale gratuitamente 24 ore su 24. (Fra l'altro potrebbe essere ingannevole: non tutti sanno che l'accesso non è uguale alla navigazione, quindi a meno che il Wi-Fi non sia libero niente Internet).
2- Molti (giornali e banche e altre aziende con siti web) pubblicizzano il loro grado di innovazione che passa per essere visibili sull'iPhone. (Come direbbe Stanis di Boris: "Tutto molto italiano").
3- Che senso ha un'offerta per non pagare l'iPhone a prezzo pieno senza regalare minuti di telefonate ed sms? Credo che le finanziarie sapranno fare di meglio.
22.10.07
Tim, iPhone addio
Prepost: Una fonte piuttosto affidabile mi ha confidato che Tim ha abbandonato (almeno per il momento e alle condizioni di Apple) l'idea dell'iPhone.

Luca dice che Apple, ottenendo "una quota del valore del traffico telefonico generato dai futuri possessori di iPhone", potrebbe cambiare "lo scenario delle relazioni tra i produttori di terminali e gli operatori". Sarà così? Non ne sono così convinto. Primo perché al momento, solo Apple (per la novità dell'iPhone, ma non sarà per sempre) e Nokia (strapotere di mercato e perché ha iniziato a vendere contenuti, quindi in concorrenza con gli operatori) si possono permettere di dettare qualche regola ai gestori telefonici. Secondo perché il modello di business di Jobs (sim lock e così via) non è replicabile in tutti i paesi (vedi la Francia e il ritardo italiano) per vincoli normativi. E, terzo, perché obbligare i consumatori a pagare 60 euro/dollari al mese per un cellulare (senza ottenerlo in regalo o sussidiato) potrebbe limitare le vendite dell'apparecchio in mercati (di nuovo l'Italia) dove sono le ricariche a farla da padrone. Credo che siano questi i motivi che abbiano fatto fare un passo indietro all'ex monopolista.

Luca dice che Apple, ottenendo "una quota del valore del traffico telefonico generato dai futuri possessori di iPhone", potrebbe cambiare "lo scenario delle relazioni tra i produttori di terminali e gli operatori". Sarà così? Non ne sono così convinto. Primo perché al momento, solo Apple (per la novità dell'iPhone, ma non sarà per sempre) e Nokia (strapotere di mercato e perché ha iniziato a vendere contenuti, quindi in concorrenza con gli operatori) si possono permettere di dettare qualche regola ai gestori telefonici. Secondo perché il modello di business di Jobs (sim lock e così via) non è replicabile in tutti i paesi (vedi la Francia e il ritardo italiano) per vincoli normativi. E, terzo, perché obbligare i consumatori a pagare 60 euro/dollari al mese per un cellulare (senza ottenerlo in regalo o sussidiato) potrebbe limitare le vendite dell'apparecchio in mercati (di nuovo l'Italia) dove sono le ricariche a farla da padrone. Credo che siano questi i motivi che abbiano fatto fare un passo indietro all'ex monopolista.
19.9.07
L'iPhone? Costa poco

Sull'introduzione dell'iPhone in Europa non la penso come il più esperto di tutti. Questo, quindi, vuol dire che probabilmente ho torto, ma - fatta eccezione della Gran Bretagna dove sono "abituati a farsi regalare il telefono all'atto della sottoscrizione di un contratto e non a pagarlo 389 euro" - un pricing simile in altri mercati (Italia in testa) sarà più che appetibile. Per quanto riguarda la mancanza dell'Umts non mi sembra un grande problema. Oggi quasi nessuno usa il 3G sul cellulare, neanche in azienda. Non credo quindi ci saranno difficilltà per un prodotto dedicato - per lo più - al mondo consumer. Previsione: se il prezzo rimarrà fra 300 e 400 euro in tutta Europa l'obiettivo dell'1% del mercato sarà ampiamente superato.
16.1.07
Basta parlare di blog
Qualche considerazione su questa piccola (?) polemica nata attorno a un post di Alessandro.
- Ritenere male assoluto Microsoft e i giornalisti non sempre critici (io sono un felice utente Mac, per chiarire) è una deriva demagocica che mi preoccupa per la crescita (non quantitativa) della blogosfera italiana (vedi il pur bravo Beppe Grillo).
- La voglia di argomentare le proprie posizioni è sempre minore e si sceglie l'ironia (e in alcuni casi l'insulto) per spiegare (?) le proprie idee.
- Il blog non è solo un diario personale. Chi scrive (e chi ha, meritatamente, successo di lettori) non può non avvertire un minimo di senso di responsabilità. Un diario personale "classico" non è pensato per mischiarsi in un discorso più generale fatto di più voci.
- Pontificare è un peccato che i blogger non dovrebbero (possono) commettere.
- Per difendere la faziosità di un blog, molto spesso si dice: "E allora, i giornali?". Ma chi l'ha detto che sono in competizione?
- I blogger dovrebbero pensare che nel loro lavoro cedono a dei compromessi e spesso non possono fare come vorrebbero il proprio dovere. Anche il giornalismo è un lavoro.
- Per dirsi comunicatore bisogna farlo di mestiere. Altrimenti non vale.
- Chi critica alcuni difetti dei blog (e i loro tenutari) è visto come un dinosauro che non sa un cavolo di comunicazione. Sempre.
- Mi piacerebbe che alcuni blogger si facessero un'idea sul campo, non dietro a un computer (non è solo il caso dell'iPhone).
- Le posizioni ideologiche non aiutano.
- In ogni caso si parla sempre di piccole cose (almeno per ora), che riguardno poche centinaia di persone (se va bene). Spesso ho il timore, come dice Suzukimaruti, che i blog siano una minoranza, completamente fuori sintonia col mondo reale. Peccato.
- In conclusione propongo ai blogger di successo (non a me stesso, quindi...) di smetterla di parlare di blog. Si passi esclusivamente - come spesso accade - ai contenuti e, per un po', si dimentichi la scatola. Come i giornali che parlano di giornali annoiano, i blog che parlano di blog non appassionano.
- Ritenere male assoluto Microsoft e i giornalisti non sempre critici (io sono un felice utente Mac, per chiarire) è una deriva demagocica che mi preoccupa per la crescita (non quantitativa) della blogosfera italiana (vedi il pur bravo Beppe Grillo).
- La voglia di argomentare le proprie posizioni è sempre minore e si sceglie l'ironia (e in alcuni casi l'insulto) per spiegare (?) le proprie idee.
- Il blog non è solo un diario personale. Chi scrive (e chi ha, meritatamente, successo di lettori) non può non avvertire un minimo di senso di responsabilità. Un diario personale "classico" non è pensato per mischiarsi in un discorso più generale fatto di più voci.
- Pontificare è un peccato che i blogger non dovrebbero (possono) commettere.
- Per difendere la faziosità di un blog, molto spesso si dice: "E allora, i giornali?". Ma chi l'ha detto che sono in competizione?
- I blogger dovrebbero pensare che nel loro lavoro cedono a dei compromessi e spesso non possono fare come vorrebbero il proprio dovere. Anche il giornalismo è un lavoro.
- Per dirsi comunicatore bisogna farlo di mestiere. Altrimenti non vale.
- Chi critica alcuni difetti dei blog (e i loro tenutari) è visto come un dinosauro che non sa un cavolo di comunicazione. Sempre.
- Mi piacerebbe che alcuni blogger si facessero un'idea sul campo, non dietro a un computer (non è solo il caso dell'iPhone).
- Le posizioni ideologiche non aiutano.
- In ogni caso si parla sempre di piccole cose (almeno per ora), che riguardno poche centinaia di persone (se va bene). Spesso ho il timore, come dice Suzukimaruti, che i blog siano una minoranza, completamente fuori sintonia col mondo reale. Peccato.
- In conclusione propongo ai blogger di successo (non a me stesso, quindi...) di smetterla di parlare di blog. Si passi esclusivamente - come spesso accade - ai contenuti e, per un po', si dimentichi la scatola. Come i giornali che parlano di giornali annoiano, i blog che parlano di blog non appassionano.
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Suzukimaruti
14.1.07
1.934.333.73 di lire
Proprio oggi pomeriggio, mentre bestemmiavo per il pareggio della Roma, dicevo che il mio prossimo cellulare sarebbe stato l'iPhone (nonostante le mie perplessità che più o meno sono queste). Poi ho visto quale sarà il prezzo in Europa, secondo Amazon Germania. E non è detto che io dia seguito alle mie intenzioni pomeridiane. Qualche minuto fa, inoltre, Alessandro mi ha segnalato le sue idee sulla poca neutrality di grandi e piccoli blogger nostrani sulle questioni di Apple. Concordo. E aggiungo: la faziosità spropositata e la demagogia che si sta impadronendo di tutti diaristi più importanti, da Grillo in giù, manterrà ancora per molto in Italia il blog un fenomeno di nicchia e poco credibile. Ma, si sa, spararla grossa e avercela con il più forte fa proseliti. Se poi si aggiunge anche qualche bordata ai giornalisti colpevoli di presunta incompetenza (a fronte di 24 ore al giorno seduti al computer a sparar sentenze senza conoscere bene quello di cui si parla) il piatto è pronto. Striscia la Notizia docet.
11.1.07
E' bello, troppo bello, ma...
Mentre Antonio se la spassa a San Francisco, apprendo dallo stesso Dini che sull'iPhone (o come cavolo si chiamerà vista la lite in corso fra Cisco e Apple) non si potrà installare alcuna applicazione Voip. Peccato. Altro difetto: la batteria. Che in conversazione dura cinque ore. Poco. Troppo poco.
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9.1.07
iBet

Dunque alla fine lo ha presentato. E mentre mi trovo qui, li' Jobs lancia un lettore di tutto che sa anche telefonare. Io sul suo successo ho avuto sempre qualche dubbio. Ora che lo vedo dico che senz'altro e' un bel prodotto, ma quanti americani ed europei saranno disposti a spendere tante centinaia di euro per un prodotto del genere? Secondo me pochi. Io, forse, saro' fra quelli.
13.12.06
Squillerà mai la Mela? Non credo

Continua la speculazione sull'iPhone di Apple (voluta dalla stessa Apple?). A parte il fatto che anche secondo me non uscirà mai, ma se a quelli della Mela venisse in mente di progettare una cosa del genere, e mi dovessero chiamare per una consulenza, io li scoraggerei. Perché:
a) Apple (e credo che lo sappiano anche loro) metterebbe sul mercato un prodotto già morto. La telefonia mobile è fatta di accordi con gli operatori e onestamente non ce lo vedo Jobs a trattare con Colao o Rossi.
b) Apple punta alla convergenza fra entertainment, elettronica e informatica: metterci dentro anche le tlc mi sembra un po' troppo.
c) Quale sarebbe il guadagno di Apple nel produrre l'iPhone? Con l'iPod c'è iTunes, ma con il telefono?
d) Tanta gente è disposta a pagare tanto per un lettore mp3. Tanta gente NON è disposta a pagare tanto un telefonino.
e) L'iPod è stato fra i primi lettori mp3. L'iPhone non sarebbe uno dei primi cellulari sul mercato.
f) Apple va dove può tenere la situazione sotto controllo: iTunes, Pixar e così via. Gli operatori fanno la parte del leone nel mercato della telefonia mobile.
P.s.: In ogni caso se mettessero in vendita quello in foto, io lo comprerei.
P.s.2: Almeno un premio per tutti coloro che si sbattono a disegnare un ipotetico iPhone, quelli di Apple potrebbero pure darlo.
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