Visualizzazione post con etichetta Beppe Grillo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Beppe Grillo. Mostra tutti i post

6.10.07

Linee di confine

Faccio pubblica ammenda e dico che se Grillo la butta in questo modo è da mandare affanculo. Subito.

17.9.07

Poi basta

A proposito di Grillo tutti parlano di effetti pericolosi, di derive demagogiche e populiste, ma nessuno spiega quali sono. Insomma: quale timore ci deve essere in qualcuno che sostiene che in parlamento non debbano sedere dei pregiudicati? Quale paura deve generare uno che denuncia le porcherie delle corporation italiane? Non stiamo mica parlando di un fascista o di un leghista che aizza il popolo contro il diverso. Qui c'è solo un comico che mostra i privilegi e il fancazzismo di una classe (casta, come va di moda) politica. E che c'è di male?

P.s.: se si candida non lo voto, ma
non per questo dico che sia pericoloso.

16.1.07

Basta parlare di blog

Qualche considerazione su questa piccola (?) polemica nata attorno a un post di Alessandro.

- Ritenere male assoluto Microsoft e i giornalisti non sempre critici (io sono un felice utente Mac, per chiarire) è una deriva demagocica che mi preoccupa per la crescita (non quantitativa) della blogosfera italiana (vedi il pur bravo Beppe Grillo).

- La voglia di argomentare le proprie posizioni è sempre minore e si sceglie l'ironia (e in alcuni casi l'insulto) per spiegare (?) le proprie idee.

- Il blog non è solo un diario personale. Chi scrive (e chi ha, meritatamente, successo di lettori) non può non avvertire un minimo di senso di responsabilità. Un diario personale "classico" non è pensato per mischiarsi in un discorso più generale fatto di più voci.

- Pontificare è un peccato che i blogger non dovrebbero (possono) commettere.


- Per difendere la faziosità di un blog, molto spesso si dice: "E allora, i giornali?". Ma chi l'ha detto che sono in competizione?

- I blogger dovrebbero pensare che nel loro lavoro cedono a dei compromessi e spesso non possono fare come vorrebbero il proprio dovere. Anche il giornalismo è un lavoro.

- Per dirsi comunicatore bisogna farlo di mestiere. Altrimenti non vale.

- Chi critica alcuni difetti dei blog (e i loro tenutari) è visto come un dinosauro che non sa un cavolo di comunicazione. Sempre.

- Mi piacerebbe che alcuni blogger si facessero un'idea sul campo, non dietro a un computer (non è solo il caso dell'iPhone).

- Le posizioni ideologiche non aiutano.

- In ogni caso si parla sempre di piccole cose (almeno per ora), che riguardno poche centinaia di persone (se va bene). Spesso ho il timore, come dice Suzukimaruti, che i blog siano una minoranza, completamente fuori sintonia col mondo reale. Peccato.

- In conclusione propongo ai blogger di successo (non a me stesso, quindi...) di smetterla di parlare di blog. Si passi esclusivamente - come spesso accade - ai contenuti e, per un po', si dimentichi la scatola. Come i giornali che parlano di giornali annoiano, i blog che parlano di blog non appassionano.