9.8.06
Stappa una Coca
De Biase fa un ragionamento interessante sui format che da Internet migrano verso la tv. Io questo video ancora non l'avevo visto. Simpatico. Molto.
Ho sposato una femminista
Ostellino sul Corsera di oggi torna sull'esclusione di Cognetti come direttore scientifico del Regina Elena di Roma. Al suo posto è stata nominata Paola Muti, una brava epidemiologa. Di fondo sono d'accordo con Ostellino che sostiene che le logiche dello spoil system dovrebbero stare fuori da incarichi tecnico-scientifici, anche se la sostituta merita di occupare il posto che le hanno affidato (in più Cognetti non è uno sconosciuto e trova appoggi sia nei media che nell'opposizione). L'unica cosa che non mi piace dell'editoriale di Ostellino è il tono (irriguardoso) con cui si rivolge alla Turco, chiamandola (ironicamente?) signora e non ministro, sintomo di un veteromaschilismo che ancora il 9 agosto del 2006 trova posto sul primo giornale italiano. Ostellino, infatti, darebbe del signor a D'Alema, Prodi o Berlusconi? Non credo.
6.8.06
Nuovissimi mattoncini

Repubblica, come altri, segnala l'arrivo del Tetris sul cellulare. Evidentemente io avevo un'anteprima. E anche la Tim.
5.8.06
Per dire
A me l'idea di Mido centravanti piace tanto. E poi sarebbe la riserva di Totti. Quindi non romperebbe le scatole: meglio puntare su un paio di centrocampisti (uno di fascia).
4.8.06
Affettuosità di riparo
La rubrica che mi diverte di più de L'espresso è Mass Media di Denise Pardo. In particolare adoro (della serie che l'aspetto come i maniaci dello zodiaco attendono l'oroscopo) Affettuosità giornalistiche, quelle dieci righe che segnalano le markette della categoria per la categoria. Questa volta, però, mi sa che la Pardo ha lanciato un'affettuosità per riparare. La scorsa settimana, infatti, bacchettava Italia Oggi per un enorme refuso in un titolo dove c'era un bello squote con la Q. Deve essere subito arrivata una telefonata piuttosto arrabbiata da Italia Oggi perché una delle news di Mass Media di oggi recita:
Grande orchestra Bechis
Italia oggi, l'unico quotidiano dalla parte dei professionisti. Con questo slogan a tutta pagina, il giornale diretto da Franco Bechis non ha perso tempo. Ha cavalcato alla grande la protesta delle categorie dei professionisti contro il decreto Bersani e piantato la bandiera sul ghiotto territorio di lettori che i quotidiani economici si disputano senza esclusione di colpi. A suon di titoloni, prime pagine, forum, articolesse, il giornale si è schierato, orchestrando una campagna mediatica con spazi pubblicitari anche su altri giornali. Un'astuta operazione di marketing per occupare lo spazio lasciato da 'Il Sole 24 Ore', visto che le liberalizzazioni sono da tempo un tormentone di Confindustria.
Grande orchestra Bechis
Italia oggi, l'unico quotidiano dalla parte dei professionisti. Con questo slogan a tutta pagina, il giornale diretto da Franco Bechis non ha perso tempo. Ha cavalcato alla grande la protesta delle categorie dei professionisti contro il decreto Bersani e piantato la bandiera sul ghiotto territorio di lettori che i quotidiani economici si disputano senza esclusione di colpi. A suon di titoloni, prime pagine, forum, articolesse, il giornale si è schierato, orchestrando una campagna mediatica con spazi pubblicitari anche su altri giornali. Un'astuta operazione di marketing per occupare lo spazio lasciato da 'Il Sole 24 Ore', visto che le liberalizzazioni sono da tempo un tormentone di Confindustria.
In ufficio con le Frecce Tricolori

Sul numero di agosto di Volare, mensile di aviazione, c'è una splendida inchiesta dal titolo “Non toglieteci
L’economia di una nazione non vive solo di indici di borsa e Pil, ma anche di fiducia nel futuro e immagine positiva di sé. La Pattuglia acrobatica, oltre a essere amata dagli italiani, gode di grande fama all’estero, dove è ambasciatrice dei nostri valori, della nostra cultura e, soprattutto, della nostra produzione aeronautica. Inibirne l’attività significherebbe dichiarare che nobili sono solo il treno, il bus e magari l’auto, stigmatizzando invece l’aviazione in base a vecchi stereotipi: aristocratica e militare.
2.8.06
Io come Luca
Dopo che Montezemolo ha dichiarato al Wall Street Journal che il bilancio del governo Prodi in questi primi mesi è magro, anch'io dico la mia: il bilancio del governo è anoressico. Riassumendo infatti l'esecutivo per cui ho votato ha:
- Mancato la riforma delle liberalizzazioni (soprattutto dei taxi), cedendo a una lobby che vuole mantenere i privilegi di essere fuorilegge (compravendita delle licenze) e di bloccare il mercato, tenendo alti i prezzi delle corse e basso il livello del servizio.
- Approvato l'indulto con una misura che nella filosofia ricorda i condoni di tremontiana memoria (Mastella ha peraltro dedicato la legge all'ex papa).
- Posto sette volte la fiducia perché senza nun gliela fa.
- Provato a comprarsi senatori dell'Udc, perché da solo nun gliela fa.
- Avuto a che fare con i soliti voltagabbana di Rifondazione che minacciano di far saltare il governo per l'approvazione dei fondi per l'Afghanistan. Fondi il cui stanziamento era esplicitamente scritto nel programma firmato da tutti prima delle elezioni.
- Promesso almeno otto ministre e poi aver affidato a quelle poche nominate solo dicasteri senza portafoglio (a parte la Turco alla Sanità).
- Dichiarato che la Legge 40 non si cambia.
- Fatto finta di nulla sul taglio del cuneo fiscale, promesso in campagna elettorale.
- Fatto nulla circa i Pacs o simili.
- Litigato e basta sulla Tav.
Per non parlare dei partiti impegnati a litigare come nel caso del Partito Democratico o a sfasciarsi come la Rosa nel Pugno.
- Mancato la riforma delle liberalizzazioni (soprattutto dei taxi), cedendo a una lobby che vuole mantenere i privilegi di essere fuorilegge (compravendita delle licenze) e di bloccare il mercato, tenendo alti i prezzi delle corse e basso il livello del servizio.
- Approvato l'indulto con una misura che nella filosofia ricorda i condoni di tremontiana memoria (Mastella ha peraltro dedicato la legge all'ex papa).
- Posto sette volte la fiducia perché senza nun gliela fa.
- Provato a comprarsi senatori dell'Udc, perché da solo nun gliela fa.
- Avuto a che fare con i soliti voltagabbana di Rifondazione che minacciano di far saltare il governo per l'approvazione dei fondi per l'Afghanistan. Fondi il cui stanziamento era esplicitamente scritto nel programma firmato da tutti prima delle elezioni.
- Promesso almeno otto ministre e poi aver affidato a quelle poche nominate solo dicasteri senza portafoglio (a parte la Turco alla Sanità).
- Dichiarato che la Legge 40 non si cambia.
- Fatto finta di nulla sul taglio del cuneo fiscale, promesso in campagna elettorale.
- Fatto nulla circa i Pacs o simili.
- Litigato e basta sulla Tav.
Per non parlare dei partiti impegnati a litigare come nel caso del Partito Democratico o a sfasciarsi come la Rosa nel Pugno.
1.8.06
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