26.4.06

26 aprile

Faccio mie le parole di Miriam Mafai su Repubblica di oggi:

Letizia Moratti ha voluto, firmato, difeso e fatto approvare dal Parlamento una legge sulla riforma della scuola. Una brutta legge. Una legge che non ci piace e non piace alla maggior parte degli operatori della scuola. E allora? Forse che questo le toglie il diritto di partecipare, a Milano, con altre decine di migliaia di cittadini, alla celebrazione dell'anniversario della nostra Liberazione? Letizia Moratti ha tutto il diritto di sfilare a Milano e di celebrare così la data del 25 aprile, fondamento della nostra Costituzione e della nostra Repubblica. E' un diritto che appartiene a tutti gli italiani e le italiane quale sia il partito per il quale hanno votato.

L'onorevole Caruso di Rifondazione Comunista, anche se il suo segretario Bertinotti prende le distanze, dice invece che i fischi sono legittimi. Secondo me no. No, perché il 25 aprile è una data talmente importante per la storia del nostro paese che non può essere sminuita da qualche idiota che protesta contro il futuro sindaco di centrodestra di Milano (o ex ministro dell'Istruzione) o brucia la bandiera di Israele.

Sia chiaro, non che io sia in linea con il Moratti-pensiero o a favore della politica di Olmert, Sharon e compagnia cantante. Ma un conto è il 25 aprile, un conto è tutto il resto.

C'è chi (vedi l'onorevole Caruso) dice invece che la democrazia è anche questo. Che cioé si può fischiare e insultare (per motivi che non hanno niente a che fare con la liberazione di un paese dalla dittatura) anche persone che in quell'occasione stanno marciando dalla parte giusta.

Ma a me quest'idea che siccome si è in democrazia si può fare quello che cavolo ci pare ricorda qualcun'altro. E' proprio vero che la carica di Berlusconi ancora non si è esaurita e continua a fare proseliti.

update delle 15.04: leggo ora un sommario di un articolo del manifesto:
Lady Moratti fa due passi in corteo per farsi contestare e disturba il primo 25 aprile del dopo Berlusconi. L'Unione ci casca, ma è impossibile rovinare la festa di migliaia di milanesi che sentono aria di (semi)libertà. E poi dicono che i problemi dell'Italia sono Mastella o Rutelli.

11 commenti:

Ricambi Originali ha detto...

Signor Foot-blog, mi permetto di ricordarLe che la sig.ra Moratti fa parte di una coalizione che ha come alleati persone che entrano in Parlamento in camicia nera, che romanamente salutano, e che il 25 aprile lo vive come lutto nazionale.
Con immutata stima e affetto :)
e bentornato!

federico ha detto...

quindi dottor (c'è chi può e chi non può...) ricambi originali mi sta dicendo che sbagliano tutti quelli che a bologna stanno contestando cofferati perché sono suoi alleati... ok, allora sono d'accordo, con lei.
con altrettanta (se non superiore) stima e benarrivato!!!

Anonimo ha detto...

signor federico, la signora moratti ha l diritto di sfilare cosi come la gente , che in questi 5 anni le ha pagato un lauto sptipendio per fare il ministro, ha il diritto di fischiarla, se si presenta in pubblico, tra l'altro in palese odore di propaganda elettorale.
Se io ti pago, pretendo che tu faccia un lavoro decoroso. Moratti ha lavorato non male, peggio.
Ha eleborato una riforma della scuola che è aberrante. Ha deprivato migliaia di disbili di ore di sostegno, per portare acqua al mulino di tremonti.
e quindi i fischi erano ben piu che meritati. Spiace per il padre, che è stato strumentalizzato anche lui , da lei. ma i fischi erano sacrosanti. O non c'è la democrazia in questo paese?

federico ha detto...

esimio anonymous, contesto proprio l'equivalenza democrazia = faccioquellochecavolomipare. altrimenti la prossima volta vado al cinema o in un museo e mi metto a cantare a squarciagola "grazie roma". tanto sono in democrazia... e poi in un paese normale (indi democratico) le contestazioni (che ben vengano, soprattutto se alla moratti) non andrebbero fatte durante la festa della liberazione. a meno che non si decida che qualcuno (che non sa nemmeno cosa sia la resistenza) abbia più diritto di altri a manifestare. ma questo è il vecchio discorso sul copyright della resistenza su cui non ho gli strumenti (e il tempo) di addentrarmi.

Ricambi Originali ha detto...

Non capisco il riferimento a Cofferati. Pero', mi sembra che stiamo sempre a guardare la pagliuzza, dimenticando le travi. Un fischio e' espressione democratica, che nel contesto di piazza ci sta. Certo un bullone, per quanto forse più appropriato, è meno democratico. E comunque sarebbe stato respinto dai capelli ;)
Pero' ci preoccupiamo di un Caruso, mentre dall'altra parte il partito della Mussolini era ben accetto. Perche' ci dobbiamo vergognare di Caruso? Perche' la Moratti non si deve vergognare dei suoi colleghi di coalizione?
Non è questione di copyright, ma di un minimo di coerenza.
Inoltre mi sembra piu' sana l'idea di democrazia dei fischi di Caruso, piuttosto che la democrazia religiosa di Rutelli.

p.s. al cinema, non puoi cantare Bella Ciao: alla manifestazione si. E' questione di contesto, famo a capisse...

federico ha detto...

- riferimento a cofferati e alla situazione di bologna: dici che la moratti non può scendere in piazza per il 25 aprile visto che il suo presidente ha stretto un accordo elettorale (e non politico) con gruppi neofascisti. bene, ma se uno è in una coalizione di maggioranza o di opposizione (nazionale o locale) non è detto che sia d'accordo con tutti i suoi alleati o colleghi di partito. altrimenti vuol dire che tu (o io) non potremo mai criticare mastella, rutelli, d'alema e luxuria. oppure dimmi solo perché votare rifondazione quando si è alleata con un partito liberale e liberista come la rosa nel pugno?

- il fischio è meglio di un bullone, certo. ed è un'espressione democratica, ci mancherebbe. ma se continuiamo a sentirci moralmente superiori, sostenendo che la liberazione è solo roba nostra (il che non è proprio così...), questo paese non andrà mai avanti. se poi ci interessa di più marcare le differenze che tutto il resto, non ho argomenti per ribattere.

- io non voglio guardare la pagliuzza, anziché la trave. sulla destra da quando ho raggiunto l'età della ragione ho messo una pietra sopra e mi piacerebbe solo vedere una sinistra (per me) migliore. caruso è invece (per me) l'ennesima causa di depressione proveniente dalla sinistra più radicale. che decide di entrare in parlamento e poi compie azioni illegali per contestare... che attacca il berlusca e poi usa le stesse argomentazioni: indipendenza della magistratura e via dicendo... che vive nel 2006 e parla ancora di "capitale vs. la forza lavoro"... che fa le manifestazioni per la pace "senza se e senza ma" e poi brucia le bandiere di un altro paese...

- che c'entra bella ciao, brano della resistenza e quindi perfettamente calzante con il 25 aprile? e poi non mi sembra che ci siano leggi che al cinema proibiscano di chiacchierare, cantare o masticare pop corn emettendo suoni dell'intensità di una cava. e visto che siamo in democrazia...

Ricambi Originali ha detto...

La critica sulle alleanze la accetto quando ci sara' una manif antiliberista. A una manifestazione antifascista, le alleanze con i fascisti pesano.

Se poi vogliamo dire che il 25 aprile non e' antifascista, allora la discussione e' un'altra. E non sto parlando di destra/sinistra: ma di pregiudiziale antifascista. Quella che ha costretto l'MSI alla svolta di Fiuggi.

Per me uno dei problemi di questa sinistra è proprio lo schiacciamento su posizioni giustizialiste: dalle mie parti (politiche), la magistratura non l'abbiamo mai amata. Il fatto che il garantismo sia diventato di destra, e' un grosso problema culturale, dovuto al sovvertimento democratico operato da Berlusconi.


"Capitale vs forza lavoro" cosa c'e' che non va? Cosa c'e' di sbagliato? Davvero non esiste piu' una classe sociale di lavoratori (precari) da difendere? O e' piu' ridicolo parlare di capitale piuttosto che di famiglia cattolica? Quale dei due e' un fenomeno sociale reale, e quale irreale?

Sul contesto: esatto, alla manif Bella Ciao e' giustificata e comprensibile. Al cinema e' fuori luogo, e fuori contesto, per tutti. Mentre non e' considerato (a torto secondo me, ma siamo in pochi) fuori contesto parlare con il tuo vicino di poltrona. Diciamo che la democrazia e' - diversamente da quanto pensano la Bonino e Pannella - solo in parte liberista. In una manif, mi sembra politicamente lecito una contestazione (civile, oltretutto). Al cinema, strillare da fastidio a tutti, e soprattutto aggiunge poco al film ;)

federico ha detto...

il mercato del lavoro negli ultimi 10-20 anni è profondamente cambiato. ci sono molti più precari di un tempo, nessuno lo mette in dubbio. ma proprio l'affermazione di questa nuova classe sociale rimescola le carte. ti faccio un esempio: poniamo che un gruppo di persone qualsiasi (precarie) decida di mettere in piedi una società, magari una srl o simile. le continueresti a ritenere precarie? io no, ma neanche "padroni", magari precari organizzati. questa, a parte il caso personale, è una classe in continuo aumento. oppure: come sai, le nostre amate tecnologie riducono i tempi di lavoro e a volte lo eliminano. e le aziende hanno sempre maggiore difficoltà ad assumere. che facciamo? una soluzione potrebbe essere quella di favorire la flessibilità (non precarietà, quindi con un cuscino di ammortizzatori sociali) per garantire a tutti di lavorare. altra soluzione sarebbe quella di favorire la nascita di nuove realtà aziendali in modo da creare concorrenza e nuovi posti di lavoro. ma qui, e forse siamo d'accordo, il problema nel nostro paese è che l'economia è tutta in mano di poche banche e industriali (telecom, eni e etc.) che non hanno interesse (economico e strategico) affinché le nostre aziende migliorino ed innovino. questo per dire che per quello che sono in grado di vedere non esistono più solo due classi sociali ma molte di più. e credo che il compito della sinistra (almeno quella delle mie parti) sia quella di garantire i diritti di tutti, perché oggi i padroni non sono più solo gli agnelli.

Ricambi Originali ha detto...

-da mettere in categoria: brevi cenni sull'universo-

Tutto cio' e' verissimo, ma il padrone di sé stesso, obbligato da un sistema a lavorare 15 ore al giorno, risponde comunque a un sistema (il capitale, o come lo vuoi chiamare) che lo opprime, lo ricatta. A gradi diversi, certi.
Ma qui andiamo a finire in discorsi molto ampi, e lontani dal punto di partenza, e mi manca il tempo per approfondire.
Do' comunque per scontato che sul resto mi dai ragione ;)

federico ha detto...

è chiaro, tu hai sempre ragione...

Ricambi Originali ha detto...

:P
piuttosto, mi compri il numero del manifesto di oggi? i soldi te li rido' :)