23.1.06

I soliti comunisti

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M. mi segnala la prima pagina del manifesto di ieri. Mitica.

Sondaggi di speranza (e non)

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Ieri pomeriggio tranquillo, anzi brillante. La Roma ha vinto. Presi punti su Livorno, Chievo, Lazio, Palermo, Sampdoria e Udinese. Mica male. Leggendo i quotidiani due riflessioni. La prima è che chi si batte per la laicità dello Stato in Italia avrà vita dura, molto più dura di quello che ci si possa immaginare. Ecco (nella tabella) quali sono i principali problemi per gli italiani, secondo l'ultimo sondaggio di Eurisko per il gruppo L'Espresso-Repubblica. L'impressione è che finché non staremo tutti (o la maggior parte) un po' meglio, certe battaglie (Pacs, fecondazione assistita e così via) non verranno neanche considerate dalla massa degli italiani. L'altra impressione (o forse speranza) è che poiché il caso Unipol non ha cambiato di una virgola i sondaggi in vista delle elezioni, Berlusconi stia sbagliando strategia. Non tanto perché le cose che dice non sono vere. Quanto perché alle persone non gliene frega nulla (o poco) della moralità dei politici. In altri paesi (quello per esempio del suo consulente, lo stesso di Bush) ciò che dice il Cavaliere sposterebbe voti (a favore o contro). Ma in Italia è diverso. Altrimenti non credo che avremmo lui come premier.

20.1.06

Digital Rome

Ieri giornata di convegni e incontri. La mattina a sentire i 10 punti per l'Italia digitale dei Ds. L'impressione è che si possa dire e promettere qualcosa di più, ma nel complesso c'è da essere soddisfatti. L'idea che il digitale sia solo il modo di far parlare i diversi media e non un aggettivo da mettere accanto a terrestre mi sembra una banalità ma almeno qualcuno la dice. Mi è piaciuto poi l'intervento di Vita che ha dichiarato che l'innovazione tecnologica deve essere ai primi punti del programma dell'Unione: Dare qualche centinaia di euro a una famiglia per comprare un pc è inutile, tanto se volevo comprarlo l'avevo già fatto.

Poi alla presentazione del documento Il software (e l'Ict) per lo sviluppo del paese, firmato da Fuggetta e altri 33 tra universitari e rappresentanti di software house italiane. C'erano pochi politici e quasi tutti del centrosinistra: Bersani (Ds), Lanzillotta (Margherita), Comunisti Italiani e Palmieri (Forza Italia). La presentazione di Fuggetta mi è piaciuta e l'idea di puntare sul software come strumento di innovazione e sviluppo mi sembra sensata. Sul fatto che "La Apple è una perfetta azienda italiana, collocata per sbaglio in California" come detto da Giorgio De Michelis sono un po' meno d'accordo.

18.1.06

Quante cene

La cosa che non capisco della vicenda Bernheim-Bnl-Unipol è come mai tutti (TUTTI) i leader del centrosinistra (Prodi, Fassino, Rutelli, D'Alema, Veltroni e compagni) siano dovuti andare in processione dal capo di Generali per chiedere la cessioni delle azioni Bnl. No, dico, fossi stato Bernheim già al secondo pasto mi sarei rotto le scatole.

Joke

La miglior barzelletta della storia sulle bionde.

17.1.06

Roma - Milano (e ritorno)

Ieri a Milano per fondare un'associazione di cui presto si sentirà parlare in tutto il mondo. Da Roma a Milano (e ritorno) succede che:

a- l'Eurostar è per la sesta volta consecutiva in ritardo, un'ora circa. Colpa di una porta rotta.

b- dei simpatici ragazzi accanto a me decidono di vedersi un film (musical spagnolo in lingua orginale) su un powerbook. Senza cuffie.

c- il notaio è milanista. E non glielo fatto pesare per niente che l'abbiamo stracciati. Tanto che lui ha deciso che la parcella raddoppia.

d- un tassista per dirmi che Albertini non ha fatto tanto bene mi spiega che in piazza della Scala ora hanno messo i sanpietrini e con la pendenza del 7% si capisce che il centrodestra potrebbe perdere le elezioni. Si capisce? Mica tanto.

e- con la moda uomo in corso, il treno (sia all'andata che al ritorno) è pieno di gente improbabile, compresa una (bruttina) che mi ha fissato tutto il tempo.

Campagne elettorali

Ecco un'idea per il nostro premier nel caso i sondaggi gli dicessero picche. No, dico, sarebbe capace.

13.1.06

Due anni

Autobuon compleanno.

Ancora sui diritti tv

A proposito della vendita collettiva dei diritti tv (e di una redistribuzione equa) al Corriere Moratti dice che "se in un film c'erano Clark Gable, Gary Cooper e Cary Grant e altri dieci attori, escludo che si prendesse il budget totale, per dividerlo in tredici parti. Credo che una diversità di compenso fosse prevista". Non è la stessa cosa. Dieci comparse sono facilmente sostituibili con altre dieci comparse. Invece 15 squadre di serie A, visto che, nella maggior parte dei casi, sono lì per meriti sportivi, no.

12.1.06

Una proposta sul calcio in tv

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Oggi sul Corsera (pagg. 20-21) c'è un'inchiesta sulla questione dei diritti tv del calcio. Dico la mia. Tosatti afferma che "la trasmissione della partita appartiene al club". E' vero? Fino a un certo punto. Se infatti da una parte la tv rappresenta una propaggine dello stadio, dall'altra quella partita non avrebbe alcun significato se non ci fosse il campionato (composto di 20 squadre e non da due). Lo stesso Tosatti, poi, sostiene che nei paesi in cui esiste la mutualità, alla fine gli scudetti li vincono sempre le stesse squadre, come avviene in Italia. Vero, ma mi piacerebbe sapere quanto le squadre straniere incassano dalla vendita soggettiva dei diritti (in Italia la forbice tra Juve, Milan, Inter e Roma e le altre è troppo grande). Infine una proposta: in ogni paese europeo i soldi dei diritti vengono distribuiti in maniera diversa. Quello stesso denaro viene usato dai club per competere in Champions e in Coppa Uefa. Non sarebbe meglio che la CE prendesse in mano la situazione e stabilisse regole uguali per tutti?