31.3.04

Grazie BBC

A causa di questo servizio credo che lavorerò molto poco nei prossimi giorni (facciamo mesi).

P.s.: Andando qui è possibile scegliere la squadra.

Magari lo fossero

30.3.04

Se la Serie A finisce in B

La Serie A rischia. E di brutto. Non tanto perché alcune delle sue protagoniste (Lazio, Parma, Roma e non solo) corrono il pericolo di scomparire, ma perché, anche qualora si dovessero salvare, quale sarebbe il futuro della massima serie? Per ora la prospettiva è quella di un maxi-ridimensionamento con i big delle squadre citate (Fiore, Stam, Totti, Emerson, Gilardino solo per fare alcuni nomi) che andranno a finire all'estero o in quelle (quella?) squadre italiane che se li possono permettere.

Quali sono, quindi, le conseguenze? Secondo me, la Serie A farà la fine dei vari campionati belgi, turchi o olandesi dove da decenni si contendono lo scudetto solo un paio di squadre che hanno alle spalle un gruppo (vedi la banca Abn-Amro per l'Ajax) che ripiana il bilancio quando è in rosso. Addio, quindi a Verona, Cagliari, Fiorentina, Sampdoria, Lazio, Roma che ogni tanto vincevano qualche campionato e che anche quando non lo vincevano, almeno lo tenevano vivo fino all'ultimo.

Un assaggio di questo scenario lo stiamo già vivendo quest'anno dove il Milan è quasi a punteggio pieno e a parte un paio di match non ha mai sofferto. Nel panorama internazionale la Serie A finirà dunque in B. E nessun rancore per chi ce l'ha portata. D'altronde sono le regole del GIUOCO.

26.3.04

Pregi e difetti del 4-2-3-1

Premetto: i moduli con più di tre linee mi piacciono poco. Trovo che allunghino inutilmente la squadra impedendo, per esempio, di fare un buon pressing. La cosa che però mi piace di meno del 4-2-3-1 (uno dei moduli che sta andando per la maggiore da qualche anno a questa parte) è la sua staticità. A meno che non si abbiano dei grandi terzini (vedi Real Madrid) non si riescono a effettuare delle sovrapposizioni efficaci. Il rischio, nel farle, poi, è quello di rimanere scoperti perché il calciatore che fa da birillo, cioè quello intorno a cui il terzino gira, è solitamente un giocatore offensivo che il più delle volte non copre il compagno che sale. Se la giocata è fatta male, quindi, si corre il pericolo di lasciare scoperta un’intera fascia. L’alternativa è quella di giocare con i terzini “bloccati”, un po’ come succede con chi fa il 4-4-2 con due ali molto offensive, ma si elimina la possibilità di andare 2 contro 1 sulla fascia. E non è poco.

Nonostante questo, penso che il 4-2-3-1 quando si hanno dei giocatori (molto) bravi tecnicamente non sia un modulo da buttare via. Soprattutto quando la squadra non è organizzata al meglio tatticamente. Ne è un esempio il già citato Real Madrid, ma anche molte nazionali (che non hanno il tempo di provare e riprovare schemi e moduli) tra cui la Francia campione del mondo e d’Europa e, nel nostro piccolo, l’Italia che da quando ha adottato il 4-2-3-1 va decisamente meglio. Questo perché con poca organizzazione di gioco i terzini rimangono bloccati dietro (lo stesso Zambrotta spinge di meno in Nazionale), due centrocampisti proteggono la difesa e con quattro giocatori (tre mezze punte più un centravanti) è possibile mettere in difficoltà le difese avversarie. In questo caso, dunque, penso che il 4-2-3-1 sia migliore, per esempio, di un 4-4-2 statico in cui, senza movimento, le punte rimangono scollegate dal resto della squadra. E quindi molto poco pericolose.

Portiere (molto) per caso

Esclusivo. La tv del commissario della nazionale tedesca Rudy Voeller si è rotta. Non solo. All'ex centravanti di Werder Brema, Roma e Marsiglia, noto tifoso dell'Arsenal, a seguito di una furibobonda rissa, è stato vietato di seguire allo stadio la propria squadra del cuore. Come faccio a sapere tutte queste cose? Basta leggere i giornali e trarre delle conclusioni. Già, perché Voeller per la prossima amichevole della Germania contro il Belgio ha deciso di non convocare Kahn perché giudicato fuori forma. E fin qui come dargli torto? Ma al suo posto ha promosso a titolare nientepopodimenoché l'estremo difensore dell'Arsenal Lehmann, un vero incubo per i tifosi dei Gunners che mai avrebbero pensato di dover rimpiangere Seaman. Basta vedere quello che è stato in grado di combinare ieri in Champions League contro il Chelsea.

25.3.04

Inzaghiotto

Test. Dopo la partita di ieri contro il Deportivo del Milan, Filippo Inzagni era:

a) Disperato perché non aveva segnato.

b) Disperato perché non aveva segnato.

c) Contento perché aveva vinto il Milan.

d) Disperato perché non aveva segnato.

N.b.: In ogni test a scelta multipla che si rispetti c'è sempre una risposta impossibile.

24.3.04

Calcinacci

Oggi il Diario di Repubblica è dedicato al fenomeno ultrà (o ultras). Interessante.

"I tifosi cumulavano pile di calcinacci dietro a ciascuna porta e alla fine, evacuati i feriti, si raccoglievano i sassi".
Osvaldo Soriano, Pensare con i piedi, 1994

"Una volta alla settimana il tifoso fugge dalla sua casa e va allo stadio... La città sparisce, esiste soltanto il tempio".
Eduardo Galeano, Splendori e miserie del gioco del calcio, 1997

23.3.04

Losche telefonate

Tra partite sospese senza motivo, squadre sull'orlo del fallimento e scandali doping ecco un'altra simpatica notiziola.

Malignità

Cinque domande a cui non so darmi una risposta da domenica sera dopo il derby romano. Cosa sarebbe successo se...

- Una delle due squadre fosse stata in vantaggio per 3 a 0?

- Il presidente di Lega fosse stato il presidente della Lazio (o della Roma) e non del Milan?

- Si fosse sparsa la voce della morte di un poliziotto, anziché di un bambino?

- La stessa situazione fosse accaduta in un'altra stracittadina?

- Il derby si fosse giocato di giorno?

22.3.04

Ostaggio

È decisamente lo sport più bello del mondo. Perché? Non lo so, ma è così. Forse il motivo è quello spiegato da Zeman (in ogni piazza in ogni angolo del mondo c'è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi) o forse è solamente un caso. Ma non posso farci niente. È così.

Da piccolo mio padre era disperato perché non mi ci appassionavo. Preferivo vedere i cartoni animati alle partite della nazionale. Poi, a metà anni Ottanta vidi un'amichevole tra Italia e Argentina, credo fosse la Coppa Fair Play. Giocava Maradona. Come non appassionarsi? Da allora la mia vita è cambiata. Ogni domenica a vedere e rivedere tutti i gol. Ogni giorno a imparare i nomi più strani dei calciatori dei campionati stranieri. Ogni pomeriggio, da buon figlio unico, a giocare nella mia camera con una pallina da tennis (e quindi a rompere le finestre).

Poi la svolta con Zeman e la passione per la tattica. Che non uccide la tecnica o l'estro come dicono molti. Anzi dà la possibilità di vedere giocate più spettacolari (per informazioni chiedere a Van Basten e Totti). E il mio amore cresceva.

Un amore che mi ha portato anche a pensieri assurdi. Tipo: provare del dispiacere quando la mia squadra fa subito 4 gol perché vuol dire che la partita è chiusa. E vorrei vedere sempre una partita vera fino alla fine. Perché più della mia squadra io amo il calcio.

E come dimenticare le partite memorabili con gli amici. Le uniche che mi hanno fatto litigare a morte con le persone a cui voglio più bene.

Dopo tutto questo ieri sera davanti alla radio qualcuno mi ha detto: "Perché continuare ad andare allo stadio? Il calcio è finito".

No. Non è vero. Io non lo lascio a certi imbecilli il mio sport. No, non lo lascio.

Non lo lascio, ma mi sento un ostaggio.