30.6.04

Demagogia pallonara

Ultimamente un po' dappertutto (tv, radio, ma anche qualche blog) non si fa altro che parlare dei calciatori azzurri come delle signorine viziate (con tutto il rispetto per quest'ulitime), capaci solo di prendere soldi (e spenderli in barche), di acconciarsi i capelli nel modo più bizzarro, di trescare con qualche letterina con il risultato di giocare male, anzi in modo ridicolo.

Basta. Non se ne può più. Uno della propria vita fa qualche che cavolo gli pare. Ieri sera ho visto Bishcardi e la banda di Linus su Raidue nel pieno delirio demagogico. Ma populismo per populismo: quanto guadagnano loro? Qualcuno si è mai permesso di dire che se una trasmissione va male è colpa dei capelli di Zazzaroni, del colorito (più che artificiale) di Caputi, delle innumerevoli plastiche della Ferrari o della pettinatura scolpita del rosso di La7?

Se si perde, si perde non perché si guadagna tanto, ma perché si è più scarsi o fuori forma: non ci sono altre motivazioni. E poi i calciatori (come tutte le persone) sono da sempre così. Non c'è mica tanta differenza (estetica) tra i capelli "a rasoio" di Gianni Rivera negli anni '60-'70 e il codino di Camoranesi.

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